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Schede Tecniche.Esso rappresenta il risultato della trasformazione, nel sacco melario, del nettare,dei fiori ad opera di sostanze enzimatiche prodotte nelle ghiandole, labiali ed ipofaringee, dell'ape operaia, che bottinano attraverso i calici e le corolle di infinite qualità fiori. Nel miele si trovano le seguenti percentuali di zuccheri: 38% fruttosio; 31% glucosio; 10% polisaccaridi (saccarosio, maltosio, raffinosio, levulosio, nigerosio,ecc...). Nel miele la maggior parte degli zuccheri composti raccolti dai fiori sono stati trasformati in semplici dalle api, grazie all'enzima invertasi che secernono dalle ghiandole salivari. I polisaccaridi, cioè zuccheri composti, tra i quali il saccarosio (solo il 5% cento), lo zucchero bianco comunemente usato, richiedono invece un processo digestivo. Il miele quindi e' un alimento in grado di fornire energia in parte quasi istantanea ed in parte di lunga durata, per la presenza appunto di zuccheri semplici e composti i quali richiedono tempi diversi di assimilazione. Le sue qualità non sono limitate al fattore energetico. Nel miele sono presenti molte sostanze che ne fanno un alimento di alto valore biologico. Infatti oltre ad un 17 - 18% di acqua, troviamo altre sostanze come aminoacidi, acidi organici ed inorganici, ormoni, vitamine, enzimi, lieviti, inibine, sostanze antimicrobiche ed infine minerali ed oligoelementi. Il miele contiene dunque battericidi che lo rendono un alimento vivente ed igienicamente sicuro. E' dimostrato farmaco naturale. Ma infatti che il miele ha importanza fondamentale non solo per il suo benefico intervento nel metabolismo di un individuo, ma anche come attivatore di processi di difesa. E' pertanto, nello stesso tempo, un prezioso alimento ed un perché mantenga intatti tutti i suoi valori biologici deve essere immune da manipolazioni e trattamenti industriali, come possono essere la pastorizzazione e la raffinazione, i quali ne distruggono i componenti fondamentali come le proteine. Il miele appena estratto si presenta liquido. Successivamente, in tempi più o meno rapidi, la maggior parte dei mieli cristallizza in modo più o meno compatto. Solo alcuni mieli monoflora, come ad esempio quelli d'acacia, di castagno e di melata, cristallizzano molto lentamente o non Cristallizzano affatto. Tale caratteristica dipende unicamente dalla diversa composizione in zuccheri semplici e quindi, in ultima analisi, dal tipo di fioritura ove le api hanno bottinato. Il fatto che in commercio si trovino mieli che restano sempre liquidi, indipendentemente dalla loro origine botanica, dipende dal fatto che sono stati trattati col calore in modo da impedire la ricristallizzazione. Questa tecnologia pero', oltre ad alterarne le caratteristiche organolettiche, ne riduce anche il contenuto in enzimi ed in sostanze biologicamente attive. Se si preferisce il miele liquido o cremoso, un miele cristallizzato può essere riscaldato a bagnomaria ad una temperatura non superiore ai 40°C per il minor tempo possibile, conservandolo poi in frigorifero. La bassa temperatura ne ritardera' la ricristallizzazione. La conservazione del miele non e' illimitata e dipende dalle condizioni in qui avviene. Si consiglia di tenerlo in luogo asciutto, fresco ed al buio e di consumarlo non oltre i due anni dalla data di produzione, poiché alcuni suoi costituenti (enzimi, vitamine, aromi e zuccheri semplici) tendono a degradarsi con il passare del tempo ed ancor più velocemente se in condizioni non ottimali di conservazione. Durante il trasporto all'alveare le api addizionano queste sostanze e le modificano miscelandole con cera e secrezioni salivari. Nell'uomo sano rappresenta un buon preventivo delle malattie infettive, soprattutto a carico dell'apparato respiratorio, dell'apparato digerente e delle vie urinarie. Apparato digerente: igiene dentaria, gengiviti, stomatiti, dolore di denti, ascessi, micosi orali, gastriti, ulcera gastroduodenale, coliti; Apparato genito-urinario: cistiti, prostatiti, vaginiti; Dermatologia: ferite, geloni, ustioni, foruncoli, ascessi, eczemi, herpes zostera, calli, verruche. Nota: molte di queste indicazioni si basano su risultati empirici che meritano un più sistematico studio clinico per poter essere definitivamente garantiti sul piano scientifico; ma questo non impedisce di trarre profitto dal propoli, in quanto praticamente si hanno già buoni risultati anche quando le terapie abitualmente usate si sono dimostrate inefficaci. Compresse al 20% (propoline): 1-3 al giorno da sciogliere lentamente in bocca, in tutti i casi di infiammazione dell'apparato respiratorio. Caramelle all'1%: 3-5 al giorno a scopo preventivo. Miele Propolizzato (propoli 5%): in associazione al miele serve per tutte le indicazioni terapeutiche; in particolare è utile nei casi di ulcera gastroduodenale. Nota: le dosi sopraindicate sono riferite agli adulti, nei ragazzi la dose media è metà di quella dell'adulto, nel bambino 1/3, nel lattante 1/4. Dopo la raccolta effettuata dalle api si presenta come una moltitudine di pallottoline di colore variante dal rosso al viola, al bruno,al giallo di varie gradazioni. Queste "palline" vengono formate dalle api impastando i granuli microscopici di polline con secrezioni salivari e adatte quantità di nettare e miele. Gli studi più recenti hanno dimostrato che per la sua composizione si tratta di un alimento completo, tanto che, in teoria, se ci si alimentasse esclusivamente con polline non si rischierebbero malattie da carenze alimentari. Adulti un cucchiaio al giorno (20-25 grammi) per 1-3 mesi, una-due volte all'anno. Bambini un cucchiaio al giorno (10-15 grammi) per 1-3 mesi, una-due volte all'anno. |